martedì 29 marzo 2011

Il Borgo di Asolo

Racchiudere in poche righe il piacere di una visita ad Asolo, "rara città di case che parlano" (Manlio Brusatin) è impossibile. Si può partire dalla piazza centrale, oggi intitolata a Garibaldi, con l'antica fontana sovrastata dal leone di S. Marco.
La Cattedrale, ricostruita nel 1747, conserva nella facciata la struttura romanica. All'interno, opere notevoli tra cui spicca l'Assunta, capolavoro di Lorenzo Lotto (1506).
La Loggia della Ragione costituiva il centro della vita amministrativa; nella sala della Ragione si trovano gli stemmi dei podestà asolani; la facciata verso la piazza porta un affresco del Contarini.
Imboccata via Browning si incontrano palazzo Polo con le sue eleganti trifore, casa Tabacchi dove Browning scrisse i versi di Asolando, la fontanella Zen (1571) e villa Freya, dimora della famiglia Stark.
Entrando in centro da sud, da Porta Loreggia, e prendendo il Foresto vecchio, ci si imbatte in
casa Malipiero, che ospitò il musicista veneziano, e nella chiesa di S. Gottardo.

Salendo lungo la caratteristica via Bembo, si costeggiano le mura fortificate che salgono alla Rocca e si ritorna in piazza. Da qui si sale a piedi lungo via Regina Cornaro tra due ali di palazzi quattrocenteschi affrescati e dotati di portici. A sinistra c'è il castello della Regina, ora Teatro Duse, con la Torre Civica e la più piccola Reata.
Scendendo si lascia sulla sinistra via Sottocastello con l'omonima porta e si passa davanti a palazzo Beltramini, ora municipio.
Prima di ridiscendere lungo contrada Canova, merita uno sguardo via Belvedere dove fino al 1547 era ospitata la comunità israelitica.

In via Canova si ammirano casa Duse e, sotto porta S. Caterina, casa De Maria e la graziosa chiesetta di S. Caterina con affreschi del '300.
Più avanti a sinistra palazzo Pasquali, con la lapide a ricordo del soggiorno di Napoleone nel 1797 e, oltre villa de Mattia, la casa detta Longobarda. Sul colle detto "degli Armeni", notevole il "fresco" di villa Contarini. Salendo per la stretta via S. Anna, si arriva in faccia all'omonima chiesa. Nel cimitero, le tombe di Eleonora Duse e Freya Stark.

Tornando dalla piazza centrale si sale ora per via Dante e, lasciata sulla destra l'elegante villa Scotti Pasini, si incontra l'ex monastero benedettino di San Pietro.
Infine, oltrepassata Porta Colmarion, 276 gradini conducono alla Rocca, fortezza medioevale (XIII sec.), sulla sommità del monte Ricco. Dagli spalti, splendida la vista sul paesaggio circostante.

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